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Parole del 2022

Guardando al mese passato, notiamo che dicembre ha portato all’inserimento di nuove parole molto richieste nell’ampio vocabolario dell’inglese parlato a livello globale. Questi elenchi di termini che spesso esprimono concetti innovativi e talvolta convogliano un ampio bagaglio politico e culturale sono sempre molto apprezzati da traduttori e altri esperti del linguaggio.

Ecco una breve panoramica dei termini entrati in voga nel 2022:

GASLIGHTING: dichiarato Parola dell’anno dal Merriam-Webster statunitense, il termine gaslighting indica “l’atto o la pratica di ingannare pesantemente qualcuno a proprio vantaggio.” Tratto da titolo di una commedia del 1938 e del film a essa ispirato, il termine indicava le azioni di un uomo che, per convincere la moglie di star impazzendo, abbassava le luci delle lampade a gas (gas lights) per poi insistere che lei si stesse immaginando tutto.

Nel corso dell’ultimo decennio l’utilizzo di questa parola si è esteso dalla sfera personale (minare la fiducia emotiva e la stabilità mentale) all’ambito pubblico, visto come subdolo inscenatore di inganni, manipolazioni e notizie false.

Utilizzato nella scrittura tecnica e colloquiale, si tratta di un termine più discreto rispetto a mentire e con una connotazione meno criminosa rispetto a frodare. Il gaslighting si aggira sulla linea sottile che divide ciò che è legale da ciò che non lo è, benché dal punto di vista etico sia sicuramente sbagliato.

GOBLIN MODE è stato scelto dagli Oxford Dictionaries come Parola dell’anno con un metodo mai utilizzato prima: una votazione pubblica. Il termine indica “un comportamento autoindulgente, pigro, sciatto o avido, senza rimorsi, tipicamente collegato al rifiuto delle norme e delle aspettative sociali.” Con uno schiacciante 93% (318.956 voti su un totale di poco più di 340.000), goblin mode ha sbaragliato la concorrenza: metaverso (14.484 voti) e l’hastag di solidarietà #IStandWith (8.639 voti).

Invece, l’elenco delle parole dell’anno del Collins Dictionary britannico include:

  • PERMACRISIS, impostosi in prima posizione, che indica un lungo periodo di instabilità e insicurezza. Ciò si collega alla modifica di pronuncia del nome della capitale ucraina, ora spesso pronunciato Kyiv, preferito rispetto della variante russa, in una vivace affermazione di orgoglio nazionale. Stranamente, invece, il cambio di nome verificatosi a metà anno della Turchia in Türkiye è stato ignorato.
  • PARTYGATE si riferisce allo scandalo politico di durata relativamente breve legato a feste e raduni di politici britannici in violazione dei rigorosi vincoli di distanziamento sociale da essi stessi imposti. Carolean, termine originariamente riferito all’epoca del regno di Carlo II (XVII secolo) è rientrato in uso a settembre per indicare tutto ciò che si lega a re Carlo III d’Inghilterra, mentre le warm bank sono luoghi di riscaldamento pubblici dove la gente può recarsi per scaldarsi se non è in grado di permettersi il riscaldamento di casa propria.
  • VIBE SHIFT, che definisce un cambiamento dei trend culturali di massa, è un’altra scelta come parola dell’anno 2022 da Collins a dispetto del fatto che suoni tanto anni Sessanta.
  • QUIET QUITTING (letteralmente abbandono silenzioso) significa non fare straordinari o assumersi responsabilità in più rispetto a quanto previsto dal proprio contratto di lavoro; tuttavia, l’elenco non include il quiet firing (letteralmente licenziamento silenzioso), fenomeno per cui i capi spingono al licenziamento i dipendenti con prestazioni sotto la media evitando di fornire supporto e opportunità di carriera adeguati e rendendo gradualmente insopportabile l’ambiente di lavoro.
  • SPORTSWASHING, termine utilizzato per descrivere la pratica di avvalersi dello sport per recuperare la reputazione compromessa od offuscare condotte illecite; è la forma più recente di whitewashing, sulle orme (ipoteticamente) virtuose di greenwashing (legato all’ambiente), pinkwashing (legato all’emancipazione femminile o del mondo gay) e veganwashing. Si tratta di un termine dalla connotazione negativa, che indica la promozione di eventi volti a distogliere l’attenzione da violazioni dei diritti umani e altri abusi.

Il 2020: l’anno che ha lasciato senza parole anche i dizionari

Come vere e proprie pietre miliari culturali, le Parole dell’anno degli Oxford Languages ​​riflettono i cambiamenti nelle società contemporanee. Nel 2019 climate emergency (emergenza climatica) era un chiaro segnale delle preoccupazioni in tutto il mondo, mentre non sorprende affatto che vax (vaccino, abbreviativo di vaccination) sia stata la parola del 2021.

Invece il 2020 ha lasciato i dizionari senza parole, poiché il numero di nuovi termini entrati nel lessico comune è stato senza precedenti. Il resoconto presentava neologismi molto interessanti, alcuni dei quali ancora in uso:

  • Blursday (nome di giornata non ben definita) rende molto bene la difficoltà a ricordarsi che giorno era quando le giornate si susseguivano tutte uguali con lo smartworking durante il lockdown;
  • Covidiot sono definiti coloro che violavano ostinatamente i protocolli di social distancing (distanziamento sociale) contribuendo a un’ulteriore diffusione del COVID; il termine si applica anche ai panic-buyer, ovvero a chi, spaventato dalla pandemia, ha acquistato immense quantità provviste;
  • Doomscrolling/doomsurfing indica la tendenza a cercare in modo ossessivo notizie negative online, con effetti deleteri sulla salute mentale e spesso senza fact-checking (verifica dei fatti);
  • Anthropause (antropausa) indica l’improvvisa drastica riduzione degli spostamenti umani a causa dello studio e del lavoro da remoto, con esiti che si sono dimostrati tutt’altro che negativi.

Parole da tenere d’occhio nel 2023

Mode e slang tendono a variare allo stesso ritmo rapido, spesso mostrando una durata analoga. Tuttavia, alcuni trend e termini riescono a stabilirsi, mentre altri svaniscono nel giro di pochi mesi. Per le traduzioni, che possono rivolgersi anche a lettori che ne usufruiscono dopo decenni, è importante conoscere tali differenze.

Pertanto, ecco cinque nuovi termini che sono diventati sufficientemente di tendenza da aggiungere un tocco contemporaneo a quasi tutti i testi tradotti:

  • Finfluencer: un influencer (spesso dalle dubbie competenze) che dà consigli sugli investimenti.
  • Glow up: (essere la propria versione migliore), termine alternativo per descrivere più vivacemente un miglioramento o un cambiamento in meglio, in particolare per testi rivolti ai consumatori.
  • G.O.A.T.: acronimo di Greatest of All Time (il migliore di sempre), spesso utilizzato per i campioni sportivi, ma facilmente espandibile a numerosi altri ambiti.
  • Squad: sinonimo più neutro di gang o seguaci, ma che indica maggior coesione rispetto a gruppo o capannello.
  • LGBTQIA+: aggiungendo ancora più lettere all’originario LGBT, la più recente versione di questo acronimo sta per lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer/questioning (indeciso), intersessuale e asessuale/aromantico/agender, con il segno più a includere qualsiasi categoria inavvertitamente dimenticata.

In sintesi: L’inclusione e la diversità sono importanti nel mondo del lavoro odierno, pertanto i traduttori esperti di Trusted Translations aggiungono sempre i nuovi termini in voga al proprio vocabolario.

Foto di Avi Agarwal su Unsplash